venerdì 29 aprile 2011

L'isostasia

Per isostasia si intende la tendenza della crosta a raggiungere una posizione di equilibrio attraverso il fenomeno del galleggiamento.
Come ho già affermato precedentemente, il mantello si comporta come un fluido ad elevata densità, nonostante abbia una composizione rigida.
Infatti la crosta continentale galleggia sul mantello grazie alla minore densità dei materiali di cui è costituita (2,7 g/cm3 mentre quella del mantello è di 3,3 cm3).
In questo fenomeno di galleggiamento vale il principio di Archimede.
Per chi non lo conoscesse o volesse rinfrescarsi un po’ la memoria lo ricordiamo :-)
Il principio di Archimede afferma che:
“Un corpo, immerso in un fluido, riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del fluido spostato”

Nel caso dell’isostasia accade che la formazione delle catene montuose (orogenesi), dovuta alla presenza di forze di compressione che agiscono lungo il confine tra settori di crosta contigue (deformano la roccia), la crosta aumenta di spessore e, di conseguenza, anche di peso.
Aumentando il peso, per poter mantenere l’equilibrio, per compensare il peso aggiunto, è necessario che una parte di crosta sprofondi nel mantello, dando origine alle cosiddette “radici” (protuberanza di crosta nel mantello).
Inseguito a fenomeni di erosione, la catena montuosa viene livellata facendo diminuire il peso della crosta (viene alleggerita): a questo punto la parte di crosta sprofondata nel mantello risale, ritornando alla sua posizione originale. 

Nessun commento:

Posta un commento