giovedì 28 aprile 2011

Il flusso termico terrestre

Il flusso termico terrestre (la quantità di calore emessa nell’unità di tempo per ogni unità di superficie) è molto bassa: in media 0,06 W per m2.
In passato si pensava che il calore terrestre fosse nient’altro che il residuo dello stadio primordiale della Terra, quando doveva essere totalmente fusa.
I principali materiali che costituiscono la Terra sono, infatti, isotopi radioattivi (nuclei di atomi che hanno lo stesso numero di protoni ma differente numero di neutroni) instabili, che con il tempo si modificano spontaneamente (decadono) con emissione di particelle nucleari, trasformandosi in isotopi di elementi diversi.
L’energia cinetica delle particelle si trasforma poi in calore.
Esistono, però, delle zone dove il flusso termico risulta essere più elevato della media, come nelle dorsali oceaniche.
In corrispondenza di queste zone si verificano i moti convettivi del mantello: del materiale caldo, in profondità, sale verso l’alto liberando calore e facendo aumentare il flusso termico locale; mentre altro materiale che si è raffreddato in prossimità della superficie scende verso il basso.
Il mantello, pur essendo solido, è da considerare come un fluido con un’elevata densità (questo aspetto lo vedremo meglio successivamente con il fenomeno dell’isostasia).

Temperatura all’interno della Terra__
I geofisici sono riusciti a definire l’andamento della temperatura all’interno della Terra attraverso una curva che prende il nome di geoterma, basatosi sulla struttura interna del nostro pianeta.
Il mantello è solido perché la sua temperatura  è più bassa rispetto a quella di fusione dei silicati e degli ossidi (solo nell’astenosfera, tra 70 e 250 km di profondità, si ha una fusione parziale;
Il nucleo esterno è fuso perché la sua temperatura  è superiore a quella di fusione della lega metallica;
Il nucleo interno è solido perché la sua temperatura è inferiore rispetto a quella di fusionedella lega metallica.

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