martedì 15 febbraio 2011

Le rocce metamorfiche

Le rocce metamorfiche si trovano a “metà strada” tra le rocce sedimentarie e quelle magmatiche.
Per metamorfismo intendiamo una trasformazione sia chimica che strutturale (una riorganizzazione degli atomi all’interno dei diversi minerali); la roccia viene sottoposta ad un crescente aumento della temperatura e della pressione.

Possiamo classificare le rocce metamorfiche in base alla loro composizione mineralogica, alla loro pressione e temperatura:
-          metamorfismo di contatto
-          metamorfismo regionale

Metamorfismo di contatto: interessa tutte quelle rocce che si trovano a contatto con un fuso magmatico, ed è caratterizzato da elevate temperature e basse pressioni. Intorno alla massa magmatica si forma un’aureola di contatto; in questo strato le rocce si trasformano, modificando la loro struttura mineralogica (la modificazione mineralogica è maggiore tanto più le rocce sono vicine al fuso). Da questa tipologia di metamorfismo ne derivano delle rocce dall’aspetto compatto. Inoltre, se il processo di trasformazione è particolarmente lungo si formano dei grossi cristalli: nel marmo, per esempio, il calcare si metamorfizza in cristalli molto grandi di carbonato di calcio.

Metamorfismo regionale: interessa le rocce che scendono all’interno della crosta e gli effetti aumentano di intensità con la profondità. Le rocce sono soggette a due particolari tipi di pressione:
Pressione di carico (per il peso esercitato dalle rocce sovrastanti)
Pressione orientata (dovuta a masse di crosta che collidono l’una con l’altra, formando le montagne).
Grazie a questa pressione orientata i minerali, che compongono le rocce, si dispongono perpendicolari alla pressione, alla direzione della forza (es. minerali piatti come le miche, o allungati come gli anfiboli); ne deriva una struttura costituita da  veri e propri piani: si tratta della cosiddetta “scistosità”.
Si intende, infatti, per scistosità l’attitudine di certe rocce di sfaldarsi secondo piani paralleli.

Al variare dell’intensità, con l’aumento della temperatura, si formano dei nuovi minerali: questi vengono chiamati minerali indice (o guida) che permettono di risalire alla facies metamorfica, ossia alla profondità dove è avvenuta la trasformazione che ha portato alla formazione della  roccia metamorfica.

Inoltre, all’aumentare della temperatura e della pressione, si intende per ultrametamorfismo il confine tra rocce magmatiche e metamorfiche. Quando, infatti, la temperatura è molto elevata, si può arrivare alla fusione parziale: ne deriva una roccia (migmatite) che è una via di mezzo tra una roccia ignea ed una metamorfica.

Classificazione rocce metamorfiche__
Innanzitutto dobbiamo distinguere alcune fasi metamorfiche:
-          metamorfismo regionale di basso grado (temperature comprese tra i 350 ÷ 550°C)
-          metamorfismo regionale di medio grado (temperature variabili tra i 550 ÷ 650°C)
-          metamorfismo regionale di alto grado (temperature oltre i 650°C)

Filladi: derivano da metamorfismo di basso grado di rocce argillose, argillo-sabbiose. Sono caratterizzate da una scistosità accentuata.
Micascisti: derivano da metamorfismo di medio grado di rocce argillose. La loro scistosità è maggiore rispetto a quella delle filladi.
Gneiss: derivano da metamorfismo da medio ad alto grado di graniti, dioriti, rioliti, porfidi o anche di arenarie.

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