martedì 15 febbraio 2011

Le rocce metamorfiche

Le rocce metamorfiche si trovano a “metà strada” tra le rocce sedimentarie e quelle magmatiche.
Per metamorfismo intendiamo una trasformazione sia chimica che strutturale (una riorganizzazione degli atomi all’interno dei diversi minerali); la roccia viene sottoposta ad un crescente aumento della temperatura e della pressione.

Possiamo classificare le rocce metamorfiche in base alla loro composizione mineralogica, alla loro pressione e temperatura:
-          metamorfismo di contatto
-          metamorfismo regionale

Metamorfismo di contatto: interessa tutte quelle rocce che si trovano a contatto con un fuso magmatico, ed è caratterizzato da elevate temperature e basse pressioni. Intorno alla massa magmatica si forma un’aureola di contatto; in questo strato le rocce si trasformano, modificando la loro struttura mineralogica (la modificazione mineralogica è maggiore tanto più le rocce sono vicine al fuso). Da questa tipologia di metamorfismo ne derivano delle rocce dall’aspetto compatto. Inoltre, se il processo di trasformazione è particolarmente lungo si formano dei grossi cristalli: nel marmo, per esempio, il calcare si metamorfizza in cristalli molto grandi di carbonato di calcio.

domenica 13 febbraio 2011

Rocce sedimentarie


Le rocce sedimentarie sono delle rocce particolari originate da:
-          sedimentazione di rocce preesistenti
-          sedimentazione di resti di organismi marini 
-          reazioni chimiche                                                                                                    

Rocce clastiche__
Sono le rocce originate dalle sedimentazione di rocce preesistenti, si formano mediante diagenesi: strati di vari materiali si depositano e grazie alla pressione degli strati soprastanti, che grava su quelli sottostanti, l’acqua viene fatta uscire, i granelli si cementano e si forma la roccia.

A secondo della tipologia dei granelli viene fatta una classificazione delle rocce clastiche:                             


giovedì 3 febbraio 2011

Breve storia del DNA


(1869) MIESCHER
Isolò un acido nucleico, in seguito chiamato DESOSSIRIBONUCLEICO per distinguerlo dal RNA (acido ribonucleico).

(1928) GRIFFITH
Utilizzò dei batteri detti PNEUMOCOCCHI capsulati e virulenti (detti S, dall'inglese "smooth" perché le colonie sono lisce) e acapsulati e non virulenti (detti R dall'inglese "rough" perché le colonie sono rugose)

  • con i pneumococchi virulenti (“S”) il topo muore;
  • con i pneumococchi non virulenti (“R”) il topo vive;
  • con i pneumococchi “S” degradati con il calore il topo vive;
  • con i pneumococchi “S” degradati con il calore e quelli “R” il topo muore.
C’era un qualcosa che passava dai batteri lisci (“S”) a quelli ruvidi (“R”) e che verrà chiamato FATTORE TRASFORMANTE.

(1943) AVERY
Ripeté l’esperimento di Griffith e dimostrò che il fattore trasformante era il DNA, formato da fosfati, desossiribosio, e basi azotate (adenina, citosina, guanina e timina).
(1952) HERSHEY e CHASE
Partirono dalla considerazione che le proteine contengono ZOLFO e che gli acidi nucleici contengono FOSFORO. Questi vengono marcati mediante ISOTOPI RADIOATTIVI. Utilizzarono il batterio Escherichia coli (come organismo ospite) e il virus BATTERIOFAGO T2. Nel caso del fosforo radioattivo, il DNA trasmesso all’interno del batterio lo infetta rendendolo radioattivo, mentre, nel caso dello zolfo, il capside del virus rimane fuori dalla cellula batterica e non riesce a trasmettere l’informazione (non c'é radioattività).

(1952) MIRSKY
Dimostrò che le CELLULE SOMATICHE di qualsiasi specie contengono uguali quantità di DNA, mentre i GAMETI contengono la metà di DNA presente nelle cellule somatiche.
CELLULE SOMATICHE: sono le cellule del corpo;
GAMETI: sono tutte le cellule preposte alla riproduzione.

1952 CHARGAFF
Scoprì che la proporzione tra le 4 BASI AZOTATE è la stessa in tutti gli individui di una determinata specie, ma varia da una specie all’altra.
SPECIE: popolazione di individui che possono riprodursi e hanno una prole feconda.

(1953) WILKINS e FRANKLIN

In seguito a studi effettuati con i raggi x, fornirono prove evidenti di una struttura a forma di ELICA del DNA.

(1953) WATSON e CRICK
Scoprono la struttura tridimensionale del DNA: elica a doppio filamento, con un diametro di 2 nn(nanometri), con le basi A/T e C/G appaiate, e con filamenti ANTIPARALLELI.