giovedì 16 dicembre 2010

Problemi di Nomenclatura? Ecco come fare...

Ad alcuni può risultare più difficile ricavare la formula chimica dal nome, ad altri il contrario... Ma basta capire il giusto metodo, fare un po' di esercizio e la nomenclatura non sarà più un problema!
Adesso cercheremo di imparare due tipologie di nomenclatura: quella tradizionale e quella IUPAC.

 Cominciamo dagli ossidi:
Gli ossidi sono dei composti binari (metalli e non-metalli con l’ossigeno); quelli formati dai metalli vengono chiamati ossidi basici, mentre, gli altri, formati dai non-metalli, prendono il nome di anidridi.

 Per definire la nomenclatura di questi composti bisogna sempre tenere conto del numero di ossidazione degli elementi interessati.
Per la nomenclatura tradizionale :
● se l’elemento ha una sola valenza: si utilizza il suffisso “-ico
● se l’elemento ha 2 valenze: quella minore prende la desinenza “-oso”, mentre quella maggiore “-ico”.
● se l’elemento ha più valenze: a quella più piccola attribuiamo il prefisso “ipo-” e poi alle altre, in ordine crescente, la desinenza “-oso”, “-ico” ed infine, a quella maggiore, il prefisso “per-”.
Per la nomenclatura IUPAC :
● dobbiamo scrivere il termine “ossido”, che può assumere il prefisso di-, tri-, tetr(a)-, pent(a), esa-, ept(a)- …ecc in base al numero di atomi dell’ossigeno, a questo, segue il nome dell’elemento e come per l’ossigeno, anche agli altri elementi vengono aggiunti i prefissi (di-, tri-, tetr(a)-…) secondo il numero degli atomi dell’elemento che costituisce il composto binario.


Proviamo insieme:
Na2O___   Cominciamo a vedere quali sono i numeri di ossidazione del sodio. L’elemento considerato ha valenza. Avendo un solo numero di ossidazione (+ 1), per la nomenclatura tradizionale, prendiamo il prefisso “-ico”, mentre per quella IUPAC dobbiamo prendere in considerazione i numeri degli atomi di sodio ( 2 ); ed il composto verrà perciò chiamato:
TRADIZIONALE: Ossido sodico
IUPAC: Ossido di disodio

Cl2O___   Il cloro ha invece quattro numeri di ossidazione: in questo caso, avendo l’ossigeno numero di ossidazione -2 , il cloro ha numero di ossidazione +1. Questo perché dobbiamo trovare quel numero che moltiplicato per il numero degli atomi di cloro e sommato successivamente al numero d'ossidazione dell'ossigeno ci dia zero, ossia:
-2 (n.o. dell’ossigeno) + 2 (numero atomi di cloro) x 1 = 0
Perciò, ora che sapete che il numero di ossidazione del cloro è +1, andate a controllare sulla tavola periodica: la valenza +1 è il valore più basso. Il nome del composto sarà:
TRADIZIONALE: Anidride ipoclorosa
IUPAC: Ossido di dicloro

Gli idrossidi (composti ternari formati da un metallo, ossigeno e idrogeno) e gli ossoacidi (composti ternari formati da un non-metallo, ossigeno e idrogeno) adottano lo stesso sistema; l’unica differenza, rispetto agli ossidi, è che la terminologia “ossido” viene sostituito, rispettivamente, da “idrossido” e da “acido”.

NaOH     - TRADIZIONALE: idrossido sodico     - IUPAC: idrossido di sodio
H2CO3 - TRADIZIONALE: acido carbonico        - IUPAC: acido triossocarbonico


Mentre per gli idracidi (composti binari formati dagli elementi del VII gruppo e lo zolfo con l’idrogeno) e gli idruri (composti binari tra un metallo e l’idrogeno):
HF       -TRADIZIONALE: acido fluoridrico (al nome dell’elemento del VII gruppo si aggiunge la desinenza “-idrico”)         - IUPAC: fluoruro di idrogeno

CaH2 -TRADIZIONALE: idruro di calcio        - IUPAC: diidruro di calcio


Passiamo ora ai sali:
Il procedimento, ancora una volta, è sempre lo stesso, cerchiamo dunque, di capire meglio come funziona il meccanismo, attraverso degli esempi guidati.


Sali binari :
FeCl3___ Nella nomenclatura tradizionale si aggiunge la desinenza “-uro” al nome del “non metallo” e la desinenza “-oso” e “-ico” al metallo; mentre nella nomenclatura IUPAC si aggiunge la desinenza “-uro” al nome del secondo elemento. Il nome sarà quindi:
TRADIZIONALE: cloruro ferrico
IUPAC: tricloruro di ferro

Sali ternari :
NaClO2___ innanzitutto moltiplichiamo il numero degli atomi di ossigeno ( 2 ) per il suo corrispettivo numero di ossidazione, ossia -2. Per cui abbiamo 2 x (-2) = -4  A questo punto ricaviamo da ClO2 l’ossoacido da cui deriva, ossia HClO2.
Abbiamo calcolato precedentemente il numero d’ossidazione dell’ossigeno, -4, ed adesso, facciamo in modo tale che la somma dei singoli numeri d’ossidazione del composto sia zero. (-4) + 1 (n.o. dell'idrogeno)= -3 ( per cui il numero d’ossidazione del cloro, affinché la somma sia zero, deve essere +3).
Adesso guardiamo sulla tavola periodica i numeri d’ossidazione del cloro: +-1, +3, +5, +7. Il numero 3 si trova al secondo posto, quindi gli viene associata la desinenza “-oso”.
Nel caso dei sali, però, il termine “oso” viene sostituito con “ito”, mentre il termine “ico” con “ato”.
Il nome finale del sale sarà quindi:
TRADIZIONALE: Clorito di sodio
IUPAC: Diossoclorato di sodio

Se avessimo dovuto invece ricavare la formula chimica dal nome…
▪ Dalla nomenclatura tradizionale: essendo un “clorito di sodio” capiamo dalla desinenza “ito” che l’ossoacido relativo deve avere il numero d’ossidazione che corrisponde ad “oso”. Andiamo quindi a vedere sulla tavola periodica e identifichiamo come numero d’ossidazione idoneo “+3”.
Cerchiamo di ricavare l’ossoacido che  deriva dal sale, dal quale dobbiamo trovare la formula chimica: per cui scriviamo HClO. Abbiamo trovato che il numero d’ossidazione del cloro è +3, quindi: 1 (numero d’ossidazione dell’idrogeno) + 3 (numero d’ossidazione del cloro) = 4. Dato che l’ossigeno ha il numero di ossidazione è “-2” e il numero che abbiamo ricavato è pari a “4”, significa che l’ossoacido in questione deve avere due atomi di ossigeno. Infatti -2 (numero valenza ossigeno) x 2 (numero atomi di ossigeno) =-4      4-4=0
Scomponiamo poi l’ossoacido ricavato (HClO2) in ClO2- (mettiamo i “-“ a seconda del numero degli atomi di idrogeno che perde) e il sodio in Na+ (consideriamo solo un + perché il sodio ha come numero di ossidazione soltanto +1).
Abbiamo quindi:   Na+ ClO2-
Il “+” per il ”-“ si annullano ed ecco la formula finale del clorito di sodio: NaClO2

▪ Dalla nomenclatura IUPAC: dal nome Diossoclorato di sodio capiamo subito che nella formula finale devono esserci 2 atomi di ossigeno e uno solo di sodio. Quindi la formula sarà  NaClO2.


Alcuni esempi:
Fe(ClO4)3 - TRADIZIONALE: Perclorato ferrico         - IUPAC: Tris(tetraossoclorato) di ferro

K2CO3 - TRADIZIONALE: Carbonato di potassio        - IUPAC: Triossocarbonato di potassio

Fe2(SO3)3 - TRADIZIONALE: Solfito ferrico              - IUPAC: Tris(triossosolfato) di diferro

1 commento:

  1. Sono un ragazzo che sta cercando di capire:

    Per quanto riguarda la formula Fe2(SO3)2,

    I sali derivano dagli acidi per sostituzione degli atomi di H con uno o più cationi metallici necessari ad azzerare la carica dell'anione.

    Sostituisco il metallo con l'idrogeno ed ottengo HSO3

    Già nel calcolare il N.O. dello zolfo sorge il primo problema:
    In HSO3 il numero di oss. di H è 1+, di O è 6-, e di S è 5+

    Guardando nella tavola periodica gli stati di ossidazione dello zolfo sono 2-4-6. Come mi devo comportare a questo punto?

    Tralasciando ciò e considerando lo zolfo a valenza 5, andrei a cadere sul suffisso -ico e quindi -ato per i sali?

    Con 3 stati di ossidazione possibili come mi devo comportare?


    In attesa di una cortese risposta la ringrazio per l'attenzione.

    RispondiElimina