martedì 23 novembre 2010

Una musica…di proteine!

Potreste mai pensare che musica e scienza vadano d’accordo? Sembrerebbe strano, invece…non c’è niente di più vero!
A rispondere a questo quesito ci hanno pensato due biologi: Rie Takahashi, laureata presso la University of California, a Los Angeles e Jeffrey H. Miller, un professore del Dipartimento di Microbiologia, Immunologia e Genetica Molecolare all'interno della UCLA Geffen School of Medicine. Entrambi hanno avuto la brillante idea di convertire le proteine in musica!

L’intento dei due biologi, attraverso questo progetto che prende il nome di gene2music, è quello di fare avvicinare i giovani alla genetica molecolare fondendo in un’unica cosa la musica con la scienza.
In questa loro impresa è stato indispensabile l’utilizzo dei codoni ( tripletta di RNA messaggero, mRNA).
La sequenza del RNA, infatti, è caratterizzata dalle triplette UUU, ACA, CAG. Ciascuno di questi codoni presenta  una particolare frequenza, utilizzata da Takahashi e Miller come base musicale per comporre melodie con gli aminoacidi.

Takahashi e Miller hanno fatto diversi tentativi: prima di tutto su una scala cromatica (una scala musicale composta da tutti i dodici semitoni),  riducendo la codifica degli aminoacidi su una scala diatonica (una scala musicale composta da sette delle dodici note che compongono la scala cromatica) in modo tale da assegnare ad ogni amminoacido il suono di una nota specifica.
Successivamente si accorsero però che un modo più efficace per riprodurre una musica era quello di attribuire ad ogni amminoacido non più una singola nota, bensì un accordo.
Persisteva però un altro problema: il ritmo.
In musica è fondamentale avere delle pause e delle note che variano di durata altrimenti la melodia che ne verrebbe fuori sarebbe senz’altro monotona; così i due biologi hanno trovato un modo per determinare il ritmo.
Takahashi e Miller hanno attribuito la durata della nota ad ogni codone di aminoacidi in base al consumo del codone: più è abbondante il codone maggiore è la durata della nota.
E’ in questo modo che gli aminoacidi hanno pian piano cominciato a “comporre” musica!
(Potete ascoltare la “traduzione musicale” dell’ emoglobina del cavallo al link seguente http://www.focus.it/fileflash/file/ConcertoGeni_mid/hemoglobinalphahorse.mid ).


Infine lo scienziato Frank Pettit, ha sviluppato un software capace di trasformare in musica qualsiasi sequenza genetica.
Se siete curiosi di sapere che musica riproduce il vostro DNA potete compilare il modulo online nel sito dell’Università al link http://www.doe-mbi.ucla.edu/cgi/pettit/gene2musicweb .

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