venerdì 26 novembre 2010

Tempo vero, tempo civile e fusi orari

Durante il moto di rotazione terrestre il Sole passa davanti a tutti i meridiani geografici, impiegando un’ora per ogni 15° di longitudine. Per definire l’ora vera o locale bisogna far riferimento al passaggio del Sole sul meridiano del luogo.

Per l’ora nazionale dobbiamo considerare, invece, l’ora del meridiano passante per la capitale.

Ci si accorse, però, che da un meridiano all’altro c’erano alcune differenze di ore, minuti e anche secondi; così un astronomo italiano, Quirico Filopanti, ideò un nuovo sistema che divide idealmente la sfera celeste in 24 spicchi chiamati fusi orari, limitati da meridiani che distano a 15° di longitudine l’uno dall’altro.

Ogni luogo di un determinato fuso ha un tempo civile che equivale a quella del meridiano passante per il centro del fuso.

Il primo fuso orario si estende per 7°30’ a est e a ovest del meridiano di Greenwich (meridiano fondamentale); il suo tempo civile viene considerato come riferimento: tempo universale (T.U.).
I paesi posti ad est del fuso hanno un tempo in anticipo rispetto al T.U., mentre quelli a ovest ce l’hanno in ritardo.

Quando i raggi solari sono perpendicolari ad un meridiano, in tutti i suoi punti è mezzogiorno, mentre nel suo corrispondente antimeridiano è mezzanotte; andando dal meridiano verso est, deve essere aggiunta un’ora in più per ogni 15° di longitudine, al contrario, verso ovest bisogna mettere un’ora in meno.

L’antimeridiano di Greenwich, che passa per l’Oceano Pacifico, è chiamato linea internazionale del cambiamento di data
Questo meridiano divide il tredicesimo fuso in due parti aventi la stessa ora ma giorno diverso.
Se poniamo che in un meridiano è mezzogiorno di domenica, nel suo antimeridiano è mezzanotte ma:
-          a est dell’antimeridiano è la notte tra il sabato e la domenica
-          a ovest dell’antimeridiano è la notte tra la domenica e il lunedì

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