mercoledì 24 novembre 2010

Moto di rivoluzione terrestre

Per moto di rivoluzione viene definito il movimento che la Terra compie intorno al Sole. La durata di questo movimento è di 365 giorni (anno sidereo).

Prove del moto di rivoluzione__
per analogia con gli altri pianeti
per la periodicità annua di alcuni gruppi di stelle cadenti: i meteoroidi sono dei frammenti di rocce che a contatto con l’atmosfera terrestre si riscaldano, rendendosi visibili all’uomo. Questi sciami meteorici avvengono in maniera regolare; a provocarli sono le comete, “palle di neve sporca”, formate da ghiaccio secco e da materiali rocciosi. Le comete, quando si
avvicinano al Sole, cominciano a sublimare (passano dallo stato solido a quello aeriforme), si sviluppa così, intorno al nucleo un alone rarefatto e luminoso (chioma) e successivamente, a causa della pressione delle radiazioni del Sole e soprattutto dal vento solare, si forma la coda, un velo brillante. Le comete seminano, quindi, del materiale che lasciano al loro  passaggio e quando la Terra passa in prossimità  di queste zone vediamo questi sciami meteorici.
per l’aberrazione della luce proveniente dagli astri: un astronomo, Bradley, si accorse che se voleva osservare una stella l’inclinazione del telescopio doveva essere più pronunciata verso la direzione del moto di rivoluzione. Questo perché la luce 
della  stella, prima di arrivare all’asse ottico del telescopio, impiega un certo periodo di tempo, tempo in cui anche la Terra si muove e cambia il suo punto dell’orbita rispetto a quello iniziale.
l’asse terrestre non è perpendicolare al piano dell’orbita ma è inclinato rispetto ad esso di 23°27’. Questa inclinazione influisce, inoltre, sull’angolazione con la quale i raggi solari arrivano sulla Terra: se l’asse terrestre fosse perpendicolare al piano dell’orbita la durate del dì e della notte sarebbe la stessa per tutto l’anno. Invece, ciò accade solo in corrispondenza di due particolari momenti che prendono il nome di equinozi (21 marzo e 23 settembre). Durante gli equinozi la traiettoria percorsa  dal Sole (eclittica) attraversa l’Equatore e i raggi solari sono allo Zenit dell’Equatore.
Mentre, abbiamo le massime inclinazioni del Sole a nord e a sud del piano dell'Equatore in corrispondenza dei solstizi (21 giugno e 22 dicembre), quando i raggi solari sono perpendicolari a due paralleli di latitudine 23°27’ Nord (Tropico del Cancro) e 23°27’ Sud (Tropico del Capricorno).

L’alternarsi del giorno e della notte e l’inclinazione dei raggi solari determinano una variazione delle condizioni di illuminazione nei quattro momenti elencati prima (2 equinozi e 2 solstizi). Ci saranno periodi più caldi e più freddi: da questo dipende l’alternarsi delle stagioni.
Stagioni astronomiche: periodo di tempo compreso tra un equinozio e il successivo solstizio.
Stagioni meteorologiche: cominciano con il primo giorno del mese in cui cade il solstizio o l’equinozio.

La superficie terrestre è caratterizzata da condizioni diverse di riscaldamento a causa delle loro condizioni di illuminazione e di inclinazione dei raggi solari:
-          la zona torrida (o intertropicale), compresa tra i due tropici e divisa in due parti dall’Equatore;
-          la zona temperata boreale, compresa tra il Tropico del Cancro e il Circolo polare artico;
-          la zona temperata australe, compresa tra il Tropico del Capricorno e il Circolo polare antartico;
-          la calotta polare artica, che si estende dal Circolo polare artico fino al Polo nord;
-          la calotta polare antartica, che si estende dal Circolo polare antartico fino al Polo sud.

zona intertropicale (torrida) : è soggetta ad un elevato riscaldamento e la differenza di temperatura è poca.
zone temperate : il riscaldamento varia durante l’anno, le stagioni sono accentuate.
zone polari : a causa dell’inclinazione obliqua dei raggi solari non è presente un’elevata differenza di temperatura.

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